G.A.U.U.M. Gruppo Archeologico Appennino Umbro Marchigiano


Vai ai contenuti

Nuova sede

Notiziario

Nuova Sede

Finalmente abbiamo una nuova sede!
di Vincenzo Moroni
Sassoferrato 28 Novembre 2002

Finalmente l’Associazione Archeologica dell’Appennino Umbro Marchigiano (organo locale dei Gruppi Archeologici d’Italia) ha una Sede ufficiale, grazie all’interessamento di alcuni amministratori del Comune di Sassoferrato, ed in particolare dell’Assessore Dott.ssa Simona Montecchiani.A loro va il nostro ringraziamento per aver compreso le difficoltà in cui versavano i volontari impegnati in associazione, costretti ormai da molti anni ad arrangiarsi alla meglio trasferendosi continuamente da un locale all’altro che via via veniva abbandonato da altri.Ciò comportava un continuo trasferimento di attrezzature, mobili, documenti e quant’altro senza contare la fatica nella risistemazione ed il riadattamento dei locali alle attività associative, senza mai una conferma di utilizzo e quando sembrava di esserci sistemati, ecco arrivare il benpensante di turno che ci sfrattava per chissà mai quali alti fini.Ora ci auguriamo che non abbia a doversi ripetere il tutto a breve termine, dopo aver ricevuto ufficialmente una locazione con tanto di bollo, e ci sia finalmente il tempo necessario per organizzare le attività sociali sia di studio e ricerca e sia ricreative.Convinti quali siamo che il volontariato e l’associazionismo possano ancora svolgere un importante e fondamentale funzione di aggregazione e collaborazione umana che va molto al di là delle comuni passioni che ci uniscono.Potremmo così tra le altre cose, forse realizzare quella nostra vecchia idea che mai ci ha abbandonato di costituire un Centro Studi di Geopaleontologia che già tante risorse e tanto tempo ha sottratto ai soci impegnati ad organizzare sul tema incontri, mostre, convegni, dibattiti, uscite e ricerche sul territorio coinvolgendo anche Docenti e Ricercatori dei dipartimenti di Scienze della Terra degli Atenei di Perugia e l’Aquila, nel tentativo di dimostrare che “ANCHE UN FOSSILE FA CULTURA”.Anni or sono realizzammo a nostre spese un progetto di riutilizzo di ampi locali situati nel rione castello che dopo un sopralluogo effettuato con personale dell’amministrazione e dell’Ufficio Tecnico comunale, sembravano risultare idonei ad ospitare il centro studi, ma purtroppo il terremoto del 97 prima e l’indifferenza poi, spazzarono via tutti gli sforzi profusi.Fu un vero peccato perché sarebbe stata un ottima opportunità di riqualificazione del Centro Storico del Castello di Sassoferrato, considerando che sulle basi della nostra intuizione, un altro Comune in altra Regione riproponendo il progetto ottenne fondi Ministeriali per oltre mezzo miliardo di vecchie Lire.Ciò denota quanto siano importanti le sinergie tra studiosi ed Enti Pubblici che se programmate con le dovute modalità possono giungere ad autentiche gratificazioni e riscontri economici.Dobbiamo considerare che le nostre zone, la nostra magnifica valle racchiusa come in uno scrigno tra l’Appennino ed il pre-Appennino, risulta di notevole interesse Geologico e molto fertile dal punto di vista Paleontologico, così com’è ricchissima di tracce del nostro profondo passato.E ciò può attirare a se Studiosi e Studenti ma anche appassionati, ammiratori ed ospiti, i quali se guidati con attenzione potrebbero rientrare negli ambiti di quelle Attività Produttive in grado di sviluppare autentiche professionalità ancora troppo sottovalutate.In un tempo non lontano in Piazza Bartolo vi erano dei grandi gradini in pietra calcarea bianca provenienti con molta probabilità dalle cave del Gobbo (collina adiacente al centro abitato), purtroppo sono stati asportati ed e stato un vero peccato, come d’altronde e accaduto per le fontane e per tante altre cose belle che il nostro bel paesetto poteva vantare, perché in quei massi erano visibili molte forme di amoniti fossili che a chiunque sarà capitato di osservare.I fossili possono offrire dettagliate informazioni sulle condizioni della conformazione dei territori dove viviamo e capire come essi si sono andati trasformando è a nostro modo di vedere e fare “Cultura”, osservarli può essere interessante alla pari di ammirare un opera d’arte.L’interpretazione del cammino della Terra e dell’uomo ci offre un occasione vecchia di 200 milioni di anni, sta a noi accettare di svilupparne i dettagli.


Home Page | Profilo | Direttivo | Notiziario | Stampa | Soci | Archivio | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu